martedì 1 novembre 2011

Amman, lontana dal maghreb

- Amman -
Ad Amman i semafori si contano sul palmo di una mano e il tè è "Lipton" e senza zucchero. I tavolini dei caffé non invadono i marciapiedi e il narghilè si gusta al chiuso. Non so bene dove gli uomini trascorrano il tempo. 
I centri commerciali proliferano come funghi nel perfetto stile del mashreq.
Non ci sono risse, la gente quando parla non grida e non sembra aggressiva. Ma l'alcool c'è, anche se il costo ne limita il consumo. 
Le moschee sono poche e la città è silenziosa, ordinata, tranquilla. Non esiste la città vecchia nè i vicoli stretti, sporchi e romantici della medina ma tante costruzioni bianche e avana che si ergono una sull'altra in modo asimmetrico. Non si sentono clacson impazziti nelle ore di punta e la gente non si muove con fare frenetico e nervoso. Tutto sembra perso nel tempo ad Amman.
Non si è invasi nemmeno dal calore confuso del bazar mediorientale ma da una composta distanza. Di arabo c'è ben poco ma di palestinese molto. Amman è la capitale di uno Stato "creato dal nulla", ecco perché non ha storia, anima, colore e calore. Ci sono cinque campi profughi palestinesi ad Amman.
Amman è lontana dal maghreb.
Se qualcuno ti sorride in strada, ha dei tratti orientali e si tratta di sicuro di una lavoratrice asiatica (filippina, cingalese, indonesiana) sfruttata in Giordania, proprio come avviene nei Paesi del Golfo, kifkif.
Ad Amman quasi non esistono i giordani-giordani e la maggioranza della popolazione è di origine palestinese, (questo si sa!). 
Secondo la legge nazionale del 1954 è cittadino giordano ogni persona di nazionalità palestinese, eccetto gli ebrei, prima del 14 maggio 1948 e residente nel Regno di Giordania tra il 20 dicembre del 1949 e il 16 febbraio del 1954.
Secondo la definizione di UNRWA, è rifugiato palestinese ogni persona il cui luogo di residenza era la Palestina tra il giugno del 1946 e il maggio del 1948 e che ha perso la casa e i mezzi di sussistenza a seguito del conflitto arabo-israeliano del 1948.

I poveri non li vedo ad Amman e non capisco il perché. Il tassista prontamente mi dice che nella parte est della città, dove si trova anche un campo profughi palestinese, ce ne sono, eccome se ce ne sono. E allora, mi chiedo, che ci faccio io nella parte ovest della città?

5 commenti:

  1. brava, brava. Condivido. Divertiti, Irene

    RispondiElimina
  2. Grazie dei tuoi numerosi diari di viaggio!!!
    Viviana

    RispondiElimina
  3. dimenticavo, ad Amman c'è la Pepsi!

    RispondiElimina
  4. :) vai, zia Micol :)

    RispondiElimina
  5. Grazie per questa pagina di diario..!!! Io sono stata di passaggio a Petra, ma credo di aver visto ben poco della Giordania vera e propria: quindi grazie per avermi "prestato" i tuoi occhi per qualche minuto :)

    RispondiElimina